Storia e curiosità

Edicole religiose

Che gli Italiani siano un popolo religioso, non ci sono dubbi.  E la  loro religiosità si esprime nei modi più vari. Dalle processioni in onore del Santo protettore, ai santuari dedicati alla Madonna e ai Santi, e via dicendo. Che il centro principale di tutta questa religiosità sia Roma, è del tutto naturale , Roma è il centro della Cristianità, e in essa si sono accentrate nel corso dei secoli, tutte le opere religiose (architettoniche e non), possibili ed immaginabili, che mostrano la devozione e la religiosità dei fedeli.

Uno degli aspetti  oggi meno conosciuto della religiosità dei Romani, sono le edicole votive, sparse per tutto il centro storico.

Ho detto centro storico, perché nelle periferie moderne, il fenomeno di erigere edicole votive a questo o quel santo piuttosto che alla Madonna, è oggi  praticamente inesistente. La consuetudine  di erigere piccole costruzioni destinate al culto e alla venerazione religiosa, ha origini antichissime quanto l’uomo.

Il termine “ Edicola” deriva dal latinoaedes, che nel diminutivoaedicula acquistava un significato di sacralità. Chi non ricorda infatti, tra le sue reminescenze scolastiche, l’aedicula, o larario degli antichi Romani ? Si trattava di solito di una semplice nicchia o di una sorta di tempietto, presente in tutte le case dei Romani nel quale venivano conservate e venerate le immagini dei lares”  numi protettori della casa e del focolare domestico.

Naturalmente  queste edicole sorgevano anche fuori dalle case, all’aperto, lungo le strade, e nei pressi dei crocicchi (in latino compita); queste in particolare venivano chiamatesacella compitaliaed erano costituite da una edicola a forma di piccolo tempio con timpano frontale, con nicchie per contenere le immagini delle divinità !

P u b b l i c i t à

Con il Cristianesimo le immagini degli dei pagani, vennero sostituite da quelle cristiane della Madonna, di Gesù, e di altri Santi.

La tradizione di costruire edicole è sopravissuta, fino  agli fine dell’ottocento, con qualche strascico nei primi anni del novecento, per poi sparire praticamente del tutto, salvo qualche raro caso, ai tempi nostri.

Oggi, presi dalla vita frenetica di tutti i  giorni, e da una  religiosità che non lascia più spazio per certe cose, con lo sguardo sempre chinato su telefonini e altri aggeggi tecnologici, nessuno alza più la testa al di sopra dell’orizzonte, per ammirare questi piccoli gioielli della devozione popolare, che in alcuni casi sono dei veri e propri capolavori d’arte.

Questo piccolo e modesto articolo,tenuto conto del l’alto numero, ne illustra solo alcune tra le più belle, anche se poco conosciute, sparse per la città, con la speranza, la prossima volta che andrete a passeggiare per le strade di Roma, ammirando i suoi monumenti più famosi, che il vostro sguardo si fermi ad ammirare anche queste piccole cose, che mostrano un aspetto non meno importante della storia della città.

Grazie da Roberto Mobili

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