Storia e curiosità

La Tomba di Napoleone Bonaparte

La terribile tempesta che scoppiò nella notte tra il 4 e il 5 maggio 1821 sull’isola di Sant’Elena si placò in quel momento, il cuore di un grande uomo, il sovrano dell’Europa, Napoleone Bonaparte.

Per diciannove anni la sua tomba rimase senza nome, solo una sola sentinella inglese custodiva il resto dell’imperatore di Francia. Questa è l’unica cosa che l’Inghilterra fece per onorare la memoria dell’imperatore Napoleone, dopo avergli negato il diritto di essere sepolto secondo la sua volontà sulle rive della Senna. I suoi carcerieri non permisero nemmeno che il nome di Napoleone fosse scolpito sulla pietra che copriva la tomba.

E solo nel 1840 fu raggiunto un accordo sulla restituzione delle spoglie di Napoleone in Francia. Il Re Luigi Filippo, discendente della dinastia degli Orléans, avendo cura del prestigio scosso del potere reale, decide di restituire il loro imperatore ai francesi. Il figlio del re, principe di Joinville, sulla fregata Belle Poule, salpa solennemente verso Sant’Elena, portando a bordo coloro che erano in esilio con Napoleone e che desideravano tornare dal loro imperatore per compiere la sua volontà morente.

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Il secondo funerale a Parigi

Il 15 dicembre si tennero a Parigi i solenni funerali di Napoleone Bonaparte. Nonostante la dura giornata fredda, tutta Parigi è uscita per salutare il loro padrone nel suo ultimo viaggio. Il carro funebre, dopo una solenne processione per le vie della città, fu trasferito nella Cattedrale de Les Invalides, che divenne l’ultimo rifugio dell’imperatore…

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Les Invalides

Oggi, il complesso architettonico di Les Invalides, insieme all’Esplanade – una grande piazza dal Pont Alexandre III – è uno dei complessi monumentali più belli di Parigi. Fu costruito sotto Luigi XIV come rifugio per i soldati disabili. Davanti all’edificio si trovano cannoni di bronzo del XVI-XVIII secolo, precedentemente sparati in onore dei trionfi delle armi francesi e l’ultima volta l’11 novembre 1918 in onore della resa della Germania. Durante l’occupazione della Francia nella seconda guerra mondiale, i nazisti portarono le armi al palazzo del Reichstag a Berlino, ma dopo la sconfitta del fascismo, le armi tornarono al loro posto originale.

L’insieme architettonico comprende il cortile d’onore, dove si tenevano le rassegne di combattimento. Nel cortile si trova la Chiesa dei Soldati, dove tuttora si svolgono funzioni in onore delle vittorie e servizi funebri per i caduti. Les Invalides ora ospita il Museo dell’Esercito, che ha una composizione sorprendentemente ricca, dove i reperti sono organizzati per epoca.

L’epoca di Napoleone è ampiamente rappresentata: sono esposti la stanza del campo dell’imperatore, la sua maschera mortuaria, la redingote grigio-marrone che indossava in esilio, oltre a una ricca collezione di dipinti dedicati a Napoleone Bonaparte. C’è anche una mostra assolutamente incredibile: un peluche del cavallo bianco preferito di Napoleone. ( Il cavallo di Napoleone, Marengo ).

La tomba dell’imperatore si trova nella chiesa du Dome, che confina con gli Invalides sul lato opposto, è giustamente considerata una delle più belle di Parigi. La sua cupola dorata con una freccia, diretta fino a 107 metri, come la Torre Eiffel, è visibile da qualsiasi quartiere di Parigi…

La tomba di Napoleone e la sua costruzione

La bara di Napoleone dopo una solenne cerimonia funebre fu collocata nella cappella di S. Girolamo fino al completamento della ricostruzione degli interni. I lavori si trascinarono per ben vent’anni, tanto che lo stesso architetto Visconti, autore del progetto per la tomba dell’imperatore, non visse abbastanza per vederne il compimento. Il 2 aprile 1861, alla presenza di Napoleone III, la bara con il corpo dell’imperatore fu murata per sempre in un sarcofago.

Dalla balaustra rotonda che circonda la cripta, si vede chiaramente la tomba di Napoleone. È poggiato su un piedistallo in granito verde. La base e il coperchio del sarcofago sono scolpiti da solidi blocchi di porfido rosso, un dono dell’imperatore Nicola I, e la cui consegna dalla Finlandia è costata molto al tesoro. All’interno del sarcofago giace il corpo di Napoleone, vestito con l’uniforme militare del comandante delle guardie, al quale è attaccato un ampio nastro della Legion d’Onore; ai piedi del comandante giace un cappello triangolare.

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Per la sepoltura furono usate sei bare accatastate l’una nell’altra: una di latta, l’altra di mogano, due bare di zinco, una bara di ebano e una bara di quercia. Il pavimento è decorato da un mosaico a forma di stella inciso in oro con i nomi delle grandi battaglie vinte dall’esercito napoleonico. Rivoli, Marengo, Austerlitz, Friedland…

Scritture e Bassorilievi sulla tomba

Intorno alla tomba ci sono dodici Vittorie alate, scolpite nel marmo, simboleggiano le principali campagne di Napoleone. Sopra l’ingresso della cripta c’è una frase del testamento dell’imperatore: “Desidero che le mie ceneri riposino sulle rive della Senna, tra il popolo francese, che ho tanto amato”. Due colossali statue che reggono le insegne imperiali si ergono come sentinelle ai lati della massiccia porta di bronzo.

Bassorilievi dedicati a Napoleone adornano le pareti della galleria rotonda e sono accompagnati da una breve citazione dei suoi discorsi. Nella parte centrale della galleria si erge una statua di Napoleone I nei panni di un imperatore romano. Ai suoi piedi, sotto una lastra di marmo, giacciono le spoglie del figlio di Napoleone, re di Roma. Il 15 dicembre 1940, nell’anniversario della sepoltura dell’imperatore stesso, una bara di bronzo con le sue ceneri fu portata dall’Austria per ordine di Hitler e installata nella cappella di S. Girolamo. Solo nel 1969 la bara di Aquilotto fu collocata nella cripta. Sono note le parole pronunciate dal re di Roma prima della sua morte: “Nascita e morte, questa è tutta la mia storia”.

Foto Principale

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